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"Contro i pastori infedeli"
Ezechiele 34,1-16


11 Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore.
12 Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore,
vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga (e il lupo le rapisce e disperde),
13 perché è mercenario e non si cura delle pecore.
14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me,
15 come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.
16 Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere
ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.

Giovanni 10,11-16


Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono;
28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano.
29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre.
30 Io e il Padre siamo uno».

Giovanni 10,27-30 27


Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio,
perché seguiate le sue orme. 22 Egli non commise peccato e nella sua bocca non si è trovato inganno.
23 Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente;
24 egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia,
e mediante le sue lividure siete stati guariti. 25 Poiché eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore
e guardiano delle vostre anime.

1Pietro 2,21-25 21

1 La parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini:
2 «Figlio d'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele; profetizza, e di' a quei pastori:
Così parla il Signore, DIO: "Guai ai pastori d'Israele che non hanno fatto altro che pascere se stessi!
Non è forse il gregge quello che i pastori debbono pascere?
3 Voi mangiate il latte, vi vestite della lana, ammazzate ciò che è ingrassato, ma non pascete il gregge.
4 Voi non avete rafforzato le pecore deboli, non avete guarito la malata, non avete fasciato quella che
era ferita, non avete ricondotto la smarrita, non avete cercato la perduta, ma avete dominato su di loro
con violenza e con asprezza. 5 Esse, per mancanza di pastore, si sono disperse, sono diventate pasto
di tutte le bestie dei campi, e si sono disperse. 6 Le mie pecore si smarriscono per tutti i monti e per ogni alto colle;
le mie pecore si disperdono su tutta la distesa del paese, e non c'è nessuno che se ne prenda cura, nessuno che le cerchi!
7 Perciò, o pastori, ascoltate la parola del SIGNORE!
8 Com'è vero che io vivo", dice il Signore, DIO, "poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina; poiché le mie pecore,
che sono senza pastore, servono di pasto a tutte le bestie dei campi, e i miei pastori non cercano le mie pecore;
poiché i pastori pascono se stessi e non pascono le mie pecore, 9 perciò, ascoltate, o pastori, la parola del SIGNORE!
10 Così parla il Signore, DIO: Eccomi contro i pastori; io domanderò le mie pecore alle loro mani; li farò cessare dal pascere le pecore;
i pastori non pasceranno più se stessi; io strapperò le mie pecore dalla loro bocca ed esse non serviranno più loro di pasto".
11 «Infatti così dice il Signore, DIO: "Eccomi! io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro.
12 Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io andrò in cerca
delle mie pecore e le ricondurrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre;
13 le farò uscire dai popoli, le radunerò dai diversi paesi e le ricondurrò sul loro suolo; le pascerò sui monti d'Israele,
lungo i ruscelli e in tutti i luoghi abitati del paese. 14 Io le pascerò in buoni pascoli e i loro ovili saranno sugli alti monti d'Israele;
esse riposeranno là in buoni ovili e pascoleranno in grassi pascoli sui monti d'Israele. 15 Io stesso pascerò le mie pecore,
io stesso le farò riposare", dice il Signore, DIO. 16 "Io cercherò la perduta, ricondurrò la smarrita, fascerò la ferita, rafforzerò la malata,
ma distruggerò la grassa e la forte: io le pascerò con giustizia.

Ezechiele 34,1-16

"Voi, pecore mie, pecore del mio pascolo, siete uomini. Io sono il vostro Dio", dice il Signore, DIO».

Ezechiele 34,31

Care sorelle e cari fratelli, ascoltando queste parole che avete appena udite, se avessimo un animo aperto e sensibile saremmo nella gioia; il sapere che vi è un buon pastore, Dio e/o il suo figlio Gesù, che ci protegge nella nostra vita, che ci è sempre vicino anche quando ci smarriamo e perdiamo la direzione di marcia e non ritroviamo questo immenso gregge dell'umanità, dovrebbe darci sollievo, forza , speranza. Dovremmo almeno in quest'ora di culto ritrovare quel senso di felicità profonda che questa buona notizia ci da; non è una notizia da gossip o da telegiornale, è la notizia delle notizie che viene detta , predicata, annunciata, commentata, vissuta tutti i giorni e da sempre.

In termini biblici è la buona notizia, detta in greco l'Evangelo. Ma si sa, le buone notizie non fanno notizia, avete mai sentito un telegiornale che inizia così ?: oggi trenta di aprile è una bella giornata, la maggior parte degli italiani è in festa, si prepara alla bella scampagnata per il primo maggio. Intorno a noi invece ci sono tanti uccelli del malaugurio che approfittano delle tante brutte notizie, delle condizioni oggettive del vivere che non sono sempre buone: sono tanti pastori che ci insegnano a vivere la nostra vita nell'ansietà e nella paura. E' una prospettiva del vivere e dell'affrontare le buone e cattive notizie profondamente sbagliata che ci rende sempre impauriti,ci fa chiudere in noi stessi, ci rende sempre di più egoisti e antisociali; insomma ci rende, chi più chi meno, pecore abbandonate a noi stessi, animali deboli che non cercano e non trovano il gregge , persi dietro a tanti pastori che ci circondano.

I tanti cattivi pastori sono sempre all'opera e come dice Ezechiele non sono interessati al bene comune, a rafforzare il gregge, a cercare le pecore smarrite, ma soltanto al loro tornaconto. Dio dice di costoro, rileggiamo un versetto:

4 Voi non avete rafforzato le pecore deboli, non avete guarito la malata,
non avete fasciato quella che era ferita, non avete ricondotto la smarrita,
non avete cercato la perduta, ma avete dominato su di loro con violenza e con asprezza.
5 Esse, per mancanza di pastore, si sono disperse.

Insomma questi pastori che noi ben conosciamo, e non penso solo ai tanti politici, ma a tutti coloro che esercitano autorità a tutti i livelli si comportano così. E noi che siamo qui oggi, e gli altri che non frequentano luoghi di culto, diamo più ascolto a questi uccelli del malaugurio che svolazzano sopra le nostre teste o ci disponiamo in modo diverso, in un modo più consapevole e insieme allegro nei confronti delle vicissitudini della nostra vita? Fratelli e sorelle, facciamo un esamino di coscienza, piccolo, roba da pensieri da pecore, noi quali pastori seguiamo nella nostra vita?

Facciamo un esempio: ho sentito un TG che diceva: Sbarcati 1000 clandestini sulle coste siciliane, poi girando canale ho sentito la stessa notizia : salvati dai barconi che stavano affondando nel canale di Sicilia dalla marina italiana 1000 profughi, fra cui 500 donne e 250 bambini. Noi pecore smarrite e imbrogliate da tanti falsi pastori a chi diamo più retta? Come giudichiamo questa notizia? Quale versione è quella che è più giusta per un modo cristiano di vivere? Se non siamo completamente fuori di testa, da buoni cristiani, dovremmo pensare: "Finalmente una buona notizia, 1000 persone salvate da una morte sicura per annegamento, donne e bambini che avranno finalmente una vita".

1000 persone, fatemelo dire, resuscitate alla vita. La vita deve vincere, non la paura, né ansia, nella prospettiva cristiana tutto è risolvibile, anche i mille problemi materiali dell'accoglienza. Non mi nascondo, non ci nascondiamo, ci sono questi problemi. Ma la risposta non può essere il chi se ne frega, motto fascista entrato nel linguaggio normale degli italiani. Noi valdesi ce l'abbiamo nel nostro dna la risposta giusta. Nella nostra storia siamo stati profughi in Francia, in Svizzera e in Germania per motivi religiosi, per motivi economici in calabria, in Argentina e negli USA. Ma Siamo stati anche ospitali, con i riformati all'epoca dell'inquisizione, con i fratelli camisardes cacciati e fuggiti dai Dragoni della Cattolicissima Francia dalle loro terre di Provenza, siamo stati ospitali nell'ultima guerra con gli sfollati delle città, con i fratelli ebrei con gli antifascisti, con i nostri partigiani e con quelli che salivano per salvarsi in montagna.

Bisogna nonostante tutto e tutti continuare ad essere così e continuare a prendere sul serio quello che ci dice Gesù: Non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete e di che cosa berrete, ed ancora Guardate gli uccelli del cielo:non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro? Ed ancora leggiamo non siate dunque in ansia, dicendo: che mangeremo? Che berremo?di che ci vestiremo? Perchè sono i pagani che cercano tutte queste cose, ma il Padre Celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio e tutte queste cose vi saranno date in più.

Nel nostro dna, insomma siamo pecore, ma di un pastore speciale che ci ama profondamente.
Meglio una vita da pecore , che un giorno da leone sempre pronto a sbranare ed uccidere per poter sopravvivere.
Beati i mansueti........................... Amen

Ignazio David Buttitta. Soprintendente del X Circuito. 30 Aprile 2017. Chiesa Evngelica Valdese di Firenze

 

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Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2017
©Chiesa Evangelica Valdese di Firenze